DIARIO DE ABORDO / 2: E so' cuntento 'e sta'

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Un triplo salto mortale linguistico. Coefficiente di difficoltà elevatissimo. Ma anche no.

È successo che alla fine del primo concerto di questo DeTour 2015, tra le mura dell’accogliente libreria Anti di Bilbao, mentre il pubblico – molto attento e partecipe, proprio come piace a me – continuava ad applaudire, s’è alzata una voce italiana dicendo “E dai, adesso cantacene anche una in italiano”. E io, lì per lì, sono rimasto un po’ interdetto. È che non me l’aspettavo e allora, per un attimo, mi sono quasi dimenticato che io in fondo LE HO SCRITTE, delle canzoni italiane! Per fortuna, in quell’attimo di sorpresa, mi ha soccorso il mio compare di note Tommaso, a cui qualche giorno prima avevo suonato proprio “E so’ cuntento ’e sta’”, riarrangiata a modo mio per lo spettacolo di Francesca Zanni “You Can’t Always Get What You Want”. Certo, ho subito pensato che, dopo una serata passata a parlare in spagnolo e a cantare in inglese, saltare a piè pari l’italiano per passare addirittura al napoletano era forse un gesto esagerato. O forse era invece un segnale, un messaggio subliminale, un momento che rappresentava qualcosa, qualcosa che aveva a che fare con la mia vita o con il mio destino o con l’essenza… Ma non c’è stato tempo di trovare una risposta affidabile.  

E così Tommaso mi ha lasciato solo al microfono, e io mi sono fatto questo finale in fingerpicking, e la cosa bella è che mi è sembrato talmente giusto che ho deciso che – se ce ne sarà ancora bisogno – sarà questo il bis di tutte queste date spagnole.

Ah, la ragazza che mi ha chiesto il bis, poi, era di Bergamo…

Tra i microricordi di questi ultimi due giorni: la bellezza di Bilbao by night, Edith Piaf che canta Rien de Rien mentre addento un bocadillo nel post-concerto, il magnifico vino Predicador, e la bellezza della lente del proiettore di un vecchio cinema di Oñati, immortalata in questa foto.

Tra poco si va a Donostia. Libreria Garoa. Detour 2015 - Step 2.

Stay Tuned, chicos!!