LEROY

(v. piccolo)

Passi leggeri come attimi di cielo
Un arco teso sopra briciole di asfalto
Non è cambiato, ma balla solo tra la gente   
a piedi nudi in questa piazza indifferente

E chi applaude non sa, non può leggere la storia
Di un’ombra vuota e mille notti per la strada
Di folli corse, discese senza freno
Come cancelli chi (una volta) è stato (un) dio?
  
Così lo guardi e pensi ai pomeriggi in casa
Lo schermo brillava e tu sognavi la ribalta     
Lui ti racconta: la fama illude e poi ti uccide
Non ha speranza, e tu che aspetti se sorride
 
Ma gli occhi restano là, su un punto vuoto fermo
Nel vuoto di un bicchiere e di parole senza meta
Poi si alza e se ne va
Ti lascia solo nel silenzio di chi ha visto la realtà

E tu che cosa credevi
Che tutto resta sempre lì dove lo immagini tu
Forse era meglio non sapere, continuare a ricordare
No, no, non si può.

I suoi passi leggeri (ora) sono nuvole nel cielo
E qui non resta che il sole a scaldare questo asfalto.