IN VIAGGIO CON PAOLA - Diario di un'apertura 3/ Santi almeno tre, poeti e navigatori non so...

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Ci eravamo lasciati che ero in viaggio. Be', poi ci sono arrivato, lì dove dovevo arrivare. Ho suonato. Ho cantato. Poi, però, mi sono preso qualche giorno di respiro. Ma i pensieri, quelli me li ero appuntati. Li ho ritrovati, rispolverati, e ora ve li servo qui.

L'Italia, certe volte, è strana. E in materia di religione è - rispettosamente parlando - PARECCHIO strana. Secondo me, ovviamente. Ammetto che ci siano meccanismi e scelte che probabilmente sfuggono al mio occhio distante da certe tematiche, ma una delle cose che mi sono chiesto nel mio viaggio notturno di ritorno da San Salvo (provincia di Chieti, seconda tappa del mio mini-tour al seguito di Paola Turci) è stata questa: come mai un paesino al di sotto dei ventimila abitanti ha ben tre santi "ufficiali"? Ero un po' stanco, guardavo fuori dal finestrino le rade luci ai lati dell'autostrada e, tra una chiacchiera di Simone e una battuta di Tommaso (fidi e imprescindibili compari di palco e di viaggio), mi chiedevo: perché TRE santi?

Sì, perché il concerto di Paola, che ho avuto ancora una volta il piacere di aprire con il mio mini-set acustico, era l'apice di una due-giorni di festeggiamenti in onore di San Nicola (decisamente uno dei santi più gettonati sul mercato, visto che, nonostante sia giustamente identificato con Bari e la con la chiesa a lui dedicata, viene festeggiato praticamente ovunque!). Allora io, avendo visto che lì, nel comune di San Salvo, celebravano San Nicola, non avevo resistito. Mi ero chiesto che ne fosse stato di San Salvo che, insomma, aveva pur sempre dato il nome alla cittadina, no?

Così avevo cominciato a fare domande in giro.

Mi avevano detto, innanzitutto, che il paesino si chiamava così perché probabilmente il monaco benedettino Salvius (poi promosso a santo, va da sé) aveva dato il nome al monastero che avevano costruito da quelle parti e, di conseguenza, il nucleo di case circostanti - poi diventato l'attuale comune - l'aveva ereditato. Va bene, avevo pensato. Ci può stare. Ma allora ci sarà anche una bella festa in suo onore, no?

No.

Il mio stupore era stato senza fine nello scoprire che né San Salvo, né San Nicola erano i santi patroni del paese. C'era un terzo santo, San Vitale!!

Le luci ai lati dell'Autostrada erano sempre di meno, ma io non le guardavo quasi più, perso in un'improvvisa riflessione: mi chiedevo se esitesse anche un rapporto strettamente matematico in quella famosa espressione del popolo di "santi, poeti e navigatori". Pensavo, cioè: per ogni santo di un paese ci devono essere UN poeta e UN navigatore? O i poeti e - soprattutto - i navigatori (che in un paese alle porte del mare come San Salvo, ad esempio, servono decisamente di più) sono calcolati con una formula di moltiplicazione? Perché, se il calcolo era esponenziale, con TRE santi ufficiali ci dovevano essere un mucchio di poeti, e di navigatori, da quelle parti.

Allora mi sono chiesto se io avessi umilmente contribuito, almeno per quella sera, a rimpinguare una delle tre categorie, magari aiutato dai versi di Kevin Young e Rick Moody, che mi accompagnano in "Overture" e "Pioggia di Stelle", due dei tre pezzi che compongono il mio set. E subito dopo ho pensato che di sicuro Paola, dopo di me, da esperta navigatrice di palchi e - soprattutto - di emozioni, aveva traghettato il pubblico con rotta ferma e sicura tra le onde delle sue canzoni. Insomma, tra me e lei il nostro apporto l'avevamo dato, magari anche solo metaforicamente, per provare a bilanciare il peso di tutti quei santi. Mi sentivo con la coscienza a posto. 

E poi, proprio sul più bello, mentre cominciavo a traslare l'innovativa formula appena scoperta sulla mia Caserta natia - in cerca non tanto di santi, quanto di poeti e navigatori - le luci dell'autostrada mi sono sembrate sparire.
O forse, probabilmente, dormivo. Già da un po'.

Stay tuned!!

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