UNION SQUARE (US) TOUR 1/Aeroporti e sorprese

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E ora chi glielo dice a mio padre?

Sì, perché quando lui, negli splendidi anni '70, faceva quello che io faccio adesso, cioè andare continuamente a New York, poi era solito infilare nella valigia dei balocchi (quella che io e mio fratello aprivamo al suo ritorno a Caserta, accucciati sul letto con gli occhi assonnati ma allo stesso tempo sgranati) anche il classico regalo degli splendidi anni '70: la PALLA DI NEVE, quella che negli USA chiamano snow globe. La Statua della Libertà, le Torri Gemelle, il Ponte di Brooklyn... tu agitavi, e via con i fiocchi che svolazzavano in quell'acqua che, stranamente, non li faceva sciogliere... 
Quanto poteva essere bella, allora, la palla di neve??

Be', da poche settimane, almeno negli aeroporti interni americani (come potete vedere dalla foto scattata allo scalo newyorkese che porta il nome di un politico paisà, Fiorello LaGuardia), per qualche arcano motivo che mai ci verrà spiegato, la palla di neve non supera più il metal-detector. Se ne avete una, dovrete buttarla come fate con l'acqua che vi siete scordati di buttare prima, o come le forbicine che non avete messo nella valigia da spedire. Basta, è finita. Niente più neve. La neve del Texas resta in Texas, quella del Colorado resta in Colorado.

Che tristezza!

Però questi primi due giorni aeroportuali dello Union Square US Tour (da Roma al Texas, passando per New York: il primo concerto è mercoledì a mezzanotte, a Austin), tra cinte da levare e rimettere, scarpe da allacciare, computer da sfilare e spiegazioni da dare, hanno riservato anche qualche altra bella sorpresa qua e là. Del resto, io lo dico sempre che gli aeroporti americani sono delle micro-realtà a metà tra il luna-park e un perfetto spaccato del mondo USA.

E così capita di raccogliere anche belle soddisfazioni, come la signora afroamericana che ha delle splendide treccine ma guarda te, ti sorride, e poi ti dice "I like your dreads". (e io, ovviamente, subito a scrivere su Facebook alla mia dread-maker Serena per farla gongolare...)

Oppure capita di incontrare di nuovo il mio vecchio amore... sì, lo vedete qui accanto... sbirciate nei dettagli, perché è proprio lui, è il fantastico DISTRIBUTORE AUTOMATICO DI TECNOLOGIA!!! 

Lì dentro ci trovate tutto: iPod, lettori multimediali di ogni tipo, accessori Apple come se piovesse, cuffie spaziali. Stanno lì in piedi, sull'orlo del baratro, come fossero acqua San Benedetto o Kinder Pinguì alla Stazione Termini di Roma. Solo che invece di infilare le monetine ci dovete strusciare la carta di credito, per farli cadere. L'attimo di terrore, il brivido incontrollabile, è sempre lo stesso... moltiplicato per 400 (la giusta proporzione tra la SanBenedetto e un iPod), ma ti porta a farti sempre la solita domanda: e se si blocca il braccio che spinge l'oggetto che ho scelto??

Da domani, insieme alla famiglia che mi ha adottato in questi primi giorni texani (Francesco, Susan e il piccolo Alessandro), ci si trasferisce da Rockport a Austin. Le danze stanno per cominciare.

Stay tuned!!

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