Diario di un debutto 3/Le prospettive

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Alle prospettive.

Ecco a che cosa mi viene da pensare oggi, al termine di questa lunga, indaffarata e sonnolenta giornata, la giornata del “post”.

Il post debutto.

Il post (ma sì, diciamolo!) successo.

Il post-sogno-che-diventa-realtà.

Questa pagina del diario, in fondo, è il post del post.

Un po’ post, ma anche un po’ cronaca. Perché, in questa piccola pausa tra il debutto di Rieti e lo spettacolo di domani (stasera, ormai) a Taranto, non c’è stato ancora modo (e soprattutto tempo) di raccontare questa splendida pomeridiana che ha segnato la prima nazionale assoluta di LO’VE FLY MOOD… e so che tra voi c’è chi aspettava resoconti. Qualcuno ha preferito prenderseli oggi dalla mia viva, telefonica voce.

Per voi altri, e per il vostro affetto, c’è questa mia cronaca.

Cronaca degli eventi. Cronaca delle emozioni.

Cronaca delle prospettive.

Ecco, le prospettive: io, questo debutto, ve lo racconto visto dalla mia. Il debutto visto dal lato. A view from the side. Il privilegio di chi in uno spettacolo può essere un po’ attore un po’ spettatore. Di chi ha le pause giuste per rendersi anche un po’ conto di quello che sta succedendo.

E dalla mia sedia, nello spiraglio di luce tra il leggio e il microfono, mi sono potuto gustare un teatro stracolmo, una platea pervasa da un’attenzione speciale: i silenzi al momento giusto, le risate al momento giusto, la piccola commozione al momento giusto. La netta sensazione che il testo e le canzoni filassero lisce, naturali, spontanee, con tempi e meccanismi che difficilmente si riescono a oliare così bene in una prima.

Splendida, la mia prospettiva: un occhio a Gionata e ad Andrea, con l’emozione infinita di vedere i loro archetti pronti a vibrare al mio attacco. Un sorriso a Massimo, pensando a tutta la sicurezza che mi può dare avere al mio fianco un musicista come lui.

Un occhio e un sorriso a Neri, nel vederlo così dentro il suo personaggio, così innamorato dello splendido testo di Francesca, così intenso nel cantare una delle mie canzoni. Mentre ripensavo alle sue parole in conferenza stampa, quando ha detto che questo è uno spettacolo “nato dall’incontro di tre persone che si vogliono bene”.

Un occhio a Francesca, sì, e al suo perfetto sorriso sul palco al momento dei ringraziamenti.

Occhi. Sorrisi.

Ma da quello che mi è stato detto, anche da altre prospettive la visuale non era niente male.

Dai palchi laterali, dove i miei fedelissimi non ce l’hanno fatta a trattenersi, e proprio all’ultimo, mentre Neri mi presentava come “colui che ha messo in moto tutto questo”, e anche come “l’unico cantautore italo-casertano”, sono scoppiati in urla da vera e propria claque, vanificando il loro tentativo di passare per spettatori neutrali.

Dal pre-backstage di chi è riuscito a intrufolarsi nei camerini e ad assistere all’urlo che diventerà il nostro rituale di battaglia.

Dal post-backstage di chi è riuscito a corrompere il servizio d’ordine e a gustarsi le emozioni a caldo.

Dal bar di Rieti che ha ospitato il “Piccolo brindisi” del debutto. Con Danilo, Martina, la mitica EMMELLE e tutti quelli che avevano voluto aspettare noi che uscivamo dal teatro.

Ma la prospettiva più bella, senza offesa per nessuno, era quella che avevo dentro. E che da ieri porterò a lungo con me. E’ la prospettiva di chi ha voluto a tutti i costi questa creatura, di chi ha inseguito un’avventura che poteva sembrare impossibile, di chi ieri ha visto concretizzarsi un’emozione che covava da mesi.

LO’VE FLY MOOD, da oggi, non è più qualcosa di mio. LO’VE FLY MOOD è finalmente di tutti.

Next stop: Taranto.

Stay tuned!!

v

 

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