IL MUCCHIO (recensione Manhattan Sessions)

Valerio Piccolo, casertano emigrato a Roma, si è fatto conoscere presso il pubblico musicale come traduttore italiano delle poesie di Suzanne Vega; in tale veste ha accompagnato spesso la cantautrice newyorchese in concerti e reading italiani nel corso degli ultimi anni. Ora arriva il momento di un debutto discografico in proprio, che non è un capriccio dell'ultimo minuto ma il punto d'arrivo di una carriera cantautorale iniziata dieci anni fa. Naturalmente l'amore per New York - dove è stata registrata la quasi totalità del disco - è parte integrante delle canzoni del Nostro, così come l'influenza della Vega - di cui è presente anche una cover, In Liverpool - è innegabile, e non solo perché il suo bassista storico, Mike Visceglia, produce queste canzoni e ci suona. Ma è una suggestione che non va a pesare troppo sulla personalità di queste creazioni: anzi, i due mondi si intgrano perfettamente nella sinuosa La chiave del regno, testo originale inglese della cantautrice, musica di Piccolo e di Massimo Roccaforte, chitarrista di Carmen Consoli ... Queste canzoni sommesse, acustiche con qualche piccolo inserto elettrico, hanno dalla loro parte dei testi non banali - anche i due brani in lingua inglese, The Red Nose Is On e Hedges sono più che convincenti - e una gentilezza di fondo che non diventa mai debolezza o eccesso di fragilità.

Alessandro Besselva Averame