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SUONO NELL'ARIA - Diario di un EP 1/Extended Play

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EP – Extended Play

Ammetto qui, pubblicamente, che da ragazzino “Extended Play” mi interessava quasi esclusivamente come scritta che appariva in sovrimpressione, accompagnata da una serie di “bip” in successione ritmica, per segnalare la conquista di secondi (o partite) supplementari con cui potevo far fruttare di più il mio gettone ai videogame. A dirla con esattezza, la scritta interessava assai pure al mio fido compare Danilo, anche se lui ovviamente era contento non quando veniva fuori a me, ma quando veniva fuori a lui. Cosa che capitava di rado, perché lui, ai videogiochi, perdeva praticamente sempre. Ma questa è un’altra storia.

La storia che vi voglio raccontare io parla invece di un oggetto rotondo che viene definito usando la stessa espressione: EP – Extended Play. Un oggetto piatto e rotondo che un tempo veniva chiamato anche mini-disco ma che, associato a queste due parole straniere messe in fila, nella mente di qualcuno di voi sicuramente rievocherà un intenso profumo di vinile e il suono crepitante di vecchi successi come quello che vedete qui sopra in foto.

Oggi, nel mio mondo, queste due parole raccontano un titolo: “Suono nell’aria”. E introducono al mio prossimo CD. Un EP, appunto, fatto di 4 pezzi inediti, che tra 5 settimane circa (24 giugno, per la precisione), promosso dalle tenere fanciulle di Nota Bene Comunicazione, si adagerà confortevolmente tra scaffali di librerie e negozi di dischi (qualora questi ultimi ancora esistessero).

Allora io, come in tutte le occasioni importanti che si rispettano, ho pensato di tenere per voi (e per me) un piccolo diario per accompagnare i giorni che mancano al grande giorno. Raccontandovi, passo dopo passo, post dopo post, traccia dopo traccia, la storia di “Suono nell’aria”.

E ho pensato di aprirlo così, questo diario di un EP.

Per acronimi.

EP, appunto.

EP – E Penso…

…innanzitutto a questo blog, che è rimasto fermo tanto, troppo tempo. E penso alla mia vita, che si era fermata anche lei, per un po’, su una strada parallela a quella del blog. Un tempo giusto, dico ora. Evidentemente giusto. Un’attesa. L’attesa dell’essenza, dell’assenza, e poi di una nuova, definitiva essenza. Un tempo necessario a respirare, a capire, a crescere, per poi restare finalmente (nel senso proprio di “alla fine”) da soli. Da soli con le proprie note. L’intimità perfetta per incastonare questa piccola pietra preziosa.

 

EP – Ecco Perché…

…secondo me (sono di parte, lo so) “Suono nell’aria” può aspirare alla definizione di pietra preziosa. Più in là entrerò nel dettaglio, ma intanto vi spargo a caso un po’ di motivi a sostegno della mia affermazione: la straordinaria voce e l’elegante presenza di Suzanne Vega, l’amorevole produzione di Massimo Roccaforte, l'esperto tocco di Mike Visceglia e della mia band americana, le corde vibranti di Gionata e Andrea Costa, i ritmi gentili di Puccio Panettieri, le parole perfette di Francesca Zanni, le partiture soffiate da Fabio Bettini, le orecchie attente di Tommaso Galati, la cover art di Andrea Bonaventura. Per ora fatevi bastare queste parole. Sulla fiducia. Poi arriverà anche la musica. E deciderete voi.  

 

EP – Errando Pare…

…s’impari. Di sicuro si cresce. Nella vita come nella musica. Che, nel mio caso, fanno ormai lo stesso cammino. Questo ultimo anno e mezzo, diciamo dai primi giorni del 2010 (facciamo 8 gennaio?), ha segnato diverse rotazioni importanti della mia musica. Prima verso l’esterno poi, a un tratto, inaspettatamente, verso l’interno. Ora, dopo il silenzio, è il momento di riportare le mie note all’esterno, verso tutti. Perché diventino di tutti. E’ il momento di imboccare una delle quattro frecce del mio tatuaggio (disegnato a suo tempo da Michael Hedges) e uscire dalla spirale.

 

EP - Evidenziare Parole

Resta l’obiettivo di ogni canzone che provo a raccontare. Le parole di questo disco sono parole nuove, per certi aspetti diverse, forse più adulte. Maturate dal punto di vista strettamente della scrittura (anche se questo non spetta certo a me dirlo), ma ancor più dal punto di vista dell’anima (e questo, sì, spetta solo a me dirlo). Perché è nell’anima che queste parole hanno scavato, a lungo. Portando in superficie materie prime che difficilmente restituiranno. E allora, quando le ascolterete, forse vi arriverà anche un pezzo della mia anima. Perché, lo avrete ormai capito, è di questo che si parla. Di anima.

 

EP- Eludere Pensieri/Elidere Paure

La musica serve anche a questo. Almeno a me serve. Tra le pareti del Big John Studios, dove mi sono rintanato nelle ultime settimane scortato da Tommaso Galati, abbiamo abbattuto un ostacolo dopo l’altro. Tra giornate sì e giornate meno sì, grande merito della realizzazione di “Suono nell’aria” va a questo piccolo rifugio romano (intriso di sane atmosfere ed energia fin dentro i rullanti) e al suo prode e nobile custode.  

 

EP – E per…

...chiudere,  mi riaggancio a una storia che racconto spesso ai miei live, quella dei 6 gradi di separazione, la teoria secondo cui qualunque persona è collegata a qualunque altra attraverso una catena di conoscenze che non va mai oltre 5 passaggi, 5 anelli di congiunzione. Nel pezzo dei miei concerti, scritto dalla “mia” regista Francesca Zanni, si ipotizza che questa regola valga anche per le città. Se avrete la pazienza e l’amore di seguirmi nel mio blog itinerante (nel senso che sarò io a essere itinerante, da domani), vi porterò un’altra piccola variazione sul tema, e vi spiegherò come queste 4 canzoni siano 4 passaggi che si legano come anelli all’interno della mia anima (perché è di questo che si parla).
Risalite i gradi, e arriverete alla mia essenza.
A me.

 

Stay tuned!!

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