Rispondi al commento

Diario di un debutto 4/Le parole

<!--StartFragment-->

Ci siamo, ormai.

Last stop, Udine. O giù di lì.

Stasera, al Teatro Pasolini della piccola Cervignano, LO’VE FLY MOOD completa questa sua prima, intensa apparizione pubblica, e poi si concede una pausa di riflessione per disegnare con la dovuta accortezza il suo cammino futuro.

Manca ancora una replica, per cui non è il momento di stilare bilanci definitivi. Eppure riesco a intuire già qualcosa, di quello che mi resterà al momento di tirare le somme. Intuisco, ad esempio, che mi resterà un mondo di immagini toccanti, nel cuore e nella mente.

Ma, soprattutto, so – sì, questo LO SO – che mi resteranno le parole.

Le mille parole di un’esperienza meravigliosa che ha segnato una svolta nella mia musica, e che mi ha regalato questi ultimi, coinvolgenti dieci giorni. Giorni preziosi e indimenticabili, da mille (a volte impensabili) punti di vista.

Parole.

Le parole dei “miei” poeti americani: quelle che, mesi fa, mi hanno regalato perché diventassero canzoni (canzoni che amo già alla follia), e quelle con cui, da lontano, hanno sostenuto in questi giorni il debutto di uno spettacolo che seguono con amore e grande senso di appartenenza.

Le parole di Francesca, le sue straordinarie, perfette parole, che in scena hanno legato con un filo sinuoso, elegante, a tratti travolgente, queste otto canzoni. Quel testo non aspettava altro che dichiararsi, e poi si è infilato tra le note, agile e deciso come l’ago di un abile sarto alle prese con un abito-capolavoro.

Le parole di Neri: quelle sul palco, che ogni sera hanno la forza di chi sa incantare qualsiasi tipo di spettatore, e che dimostrano (qualora ce ne fosse ancora bisogno) la carismatica versatilità di un attore eccellente. Quelle giù dal palco, che non hanno mai smesso di mettere in risalto la splendida personalità di quest’uomo, e che in più di un’occasione hanno svelato il suo amore appassionato nei confronti di questo spettacolo.

Le parole di Gionata, Andrea e Massimo, quelle che hanno accompagnato i loro sorrisi stamattina, al momento di salutarci a Taranto (loro 3 stasera non saranno dei nostri, purtroppo). Parole che sapevano di arrivederci, ma che avevano un leggero retrogusto di “questo spettacolo ci mancherà”.

Le parole di chi c’è stato, con me, in questi giorni. Da vicino. A Rieti. A Taranto. Ma anche (e soprattutto) da lontano. Sms, email, post… un continuum di lettere concatenate a formare parole che avevano un chiaro ed evidente minimo comun denominatore: l’affetto. 

E le parole che sono mancate. Sì, anche quelle. Perché anche quelle hanno un peso, e anche quelle, a modo loro, segnano il corso della storia. Della mia storia, per lo meno.

Perché una cosa è certa: LO’VE FLY MOOD è il progetto che, più di ogni altri, ha definitivamente consacrato la PAROLA come sovrana indiscussa della mia vita.

E questo post non potevo che dedicarlo a lei.

Stay tuned!!

v

<!--EndFragment-->

 

Rispondi

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
CAPTCHA
This question is for testing whether you are a human visitor and to prevent automated spam submissions.
5 + 8 =
Solve this simple math problem and enter the result. E.g. for 1+3, enter 4.