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Impalca l'arte e mettila da parte

Rodney D'urso è un graphic designer-barra-pittore-barra (a volte) cantautore. E tutte queste cose, queste cose divise dalla barra, lui le fa a New York.

Del resto, se hai un talento multi-strato, quale città più di New York ti può dare la possibilità di esprimerlo in tutte le sue dimensioni?

La vita artistica e lavorativa di Rodney gravita intorno a uno splendido palazzo di Chelsea, denominato London Terrace. Un giorno, forse in un mix di sentimenti che frulla insieme la bellezza dell'edificio con l'anonimato delle impalcature che ne nascondono le rifiniture, il nostro artista decide di mettere su una delle più singolari exhibition che questa città abbia mai visto.

I suoi occhi vedono un'enorme, stimolante tela bianca al posto della parte che sporge appena sopra i tubi che sostengono le impalcature. E allora contatta un cospicuo numero di artisti (26, per la precisione), raccoglie fondi dal management del London Terrace, e poi chiede agli artisti selezionati di creare le opere necessarie a coprire i ponteggi che corrono da un lato all'altro dell'isolato.  

Pochi mesi dopo, il 19 marzo 2009, nasce Artbridge.

La mostra impalcata, l'impalcatura d'arte, il ponteggio d'autore: chiamatela come volete, fatto sta che l'idea vince, i giornali ne parlano e, dopo aver "decorato" la 23esima strada nel tratto che va dalla Nona alla Decima Avenue, oggi Artbridge è in contatto con i responsabili municipali di New York per appiccicare questa idea anche sulle facciate di altri palazzi.

Sono diversi anni che amo svisceratamente l'arte inserita direttamente nel tessuto urbano e/o abitato. Soprattutto quando è grande nelle sue dimensioni, meglio ancora se gigantesca. Penso alla montagna di sale di Paladino, o ancor di più alla Fiumara d'Arte di Antonio Presti. Un giorno una persona mi ha insegnato questa forma espressiva contemporanea, e da allora è diventata una mia costante passione. Per questo, e non solo perché Rod è un amico, ArtBridge è uno di quei progetti che porto nel cuore, e che ammiro per la forza dell'intuizione.

Non so se in tutto questo ci sia una morale da trarre. Ma penso, tanto per fare un esempio, ai giganteschi telefonini che campeggiano sui mega-pannelli a copertura dei palazzi di Campo de' Fiori a Roma, e mi dico che in fondo è sempre possibile fare qualcosa di meglio. Forse basta non fermarsi alla soluzione più facile, e accendere per qualche istante la parte creativa della mente: QUELLO SI' che è un atto creativo.

Stay tuned!!

 

 

 

 

 

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