Ordine, brainstorming e carciofi: è tutto pronto, direi. (in Italian)

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A un certo punto sono spuntati i carciofi.

Sì, i carciofi.

Certo, uno si immagina tutt’altra roba nei giorni precedenti al debutto di un progetto. Perché è di QUESTO che si tratta, ed è di QUESTO che si dovrebbe parlare. Dell’inizio, del primo passo, dell’incipit, dell’avventura che comincia, della partenza.

Di “Ordine”, il singolo che finalmente domani vede la luce. Del video, che da domani sarà in rete. Di “Poetry”, l’album che (presto) verrà.

Insomma, uno si immagina tutt’altri scenari, in queste ore di attesa: tensione che si taglia a fette, piccoli e grandi intoppi dell’ultim’ora, smadonnamenti, corri di qua chiama tizio scrivi a caio, oh cazzo me n’ero scordato! E una serie infinita di tumultuose riunioni. Quelle che oggi si chiamano brainstorming. Che in effetti non sono proprio riunioni, dentro c’è qualcosa di più. Qualcosa di indefinito, che però “senti” che c’è. Allora ti sembra riduttivo chiamarle riunioni. Però quel qualcosa è indefinito, e hai bisogno di una parola inglese (intraducibile) per definirlo.

Brainstorming, appunto.

E’ quel momento in cui parli di un mucchio di cose, che so, con il tuo manager. Alessandro, nel mio caso. Gli elenchi le mille cose da fare prima del giorno fatidico, prima di questo domani, di questo 4 febbraio che è e deve essere giorno perfetto per un inizio, e pensi “Gli avrò chiesto tutto quello che c’era da chiedere?”. E proprio in quel momento, lui, Alessandro, il manager, ti fa:

“Hai finito con le domande?”
“Sì, perché?”
“Ne ho una io per te”

E nell’attimo in cui nella tua mente scorrono – quasi come, in un film, gli ultimi istanti della vita di un moribondo – live/SIAE/copertina/iTunes/radio/interviste/contratti e le altre 104 possibili parole che la sua domanda potrebbe contenere, lui ti fa:

“In cucina ho dei carciofi. Secondo te, stasera, come li cucino?”

Ecco, secondo me in questa domanda c’è la fotografia PERFETTA del momento che sto vivendo. Che stiamo vivendo, noi di “Ordine”.
L’emblema. La sintesi. I carciofi.

E’ soltanto la domanda, quello su cui voglio che riflettiate. Per questo sorvolo (anche per pudore) sulla mia risposta da casertano emigrato (“Falli alla giudìa. Si fanno così e cosà”) e sul resoconto di Alessandro in serata, da vero milanese (“Li ho bruciati tutti”).
Voi concentratevi soltanto sulla domanda, per ora.

Perché quella domanda è un po’ come dire: abbiamo fatto tutto, ma proprio tutto, per accompagnare nel modo migliore “Ordine” al ballo delle debuttanti. Per introdurre nel modo più adatto “Poetry”, il progetto che verrà. Per presentare pubblicamente il nostro nuovo vestito. E allora possiamo permetterci di pensare ad altro. Anche ai carciofi.

E in fondo è vero, sì. Abbiamo fatto tutto. Con una perfetta campagna acquisti degli affetti, quasi fossimo in un calcio dai valori incredibilmente sani, io e Alessandro Cesqui (‘o managèr) abbiamo messo su la squadra più bella che si potesse costruire, e ora possiamo far scendere in campo di volta in volta i giocatori migliori. In piena forma. E super motivati.

Da domani – per l’appunto il giorno ufficiale del digital release del singolo “Ordine” e del suo videoclip – tocca già ad alcuni di loro.

Ad esempio a Suzanne Vega, che a dir la verità è un po’ la nostra capitana, perché gioca con noi da tanto tempo. Suzanne ci ha regalato la bellissima poesia da cui nasce “Ordine”, che io ho avuto la fortuna di poter tradurre e musicare, e che lei ha scritto tanto tempo fa. Eppure parla di un tema così vivo, così attuale.
La prepotenza. Il sopruso. Che però non sempre vincono.
La forza che non solleva niente.

Accanto a lei il nostro nuovo acquisto, Paola Turci, che in uno slancio di passione musicale ha dato le prime note - un vero incipit musicale - a questo pezzo.
Poi c’è Serena Ciacci, che ha poggiato con classe la sua voce, in un featuring che arricchisce e porta altrove.
Il centrocampo di veterani: Massimo Roccaforte e le sue chitarre; Gionata e Andrea Costa e le loro corde; Simone Prattico e il suo perfetto ritmare.
Due jolly a difendere i suoni: Tommaso Galati con il sostegno di Gianluca Vaccaro.

E poi, a tutto campo, spazio alla nostra regista, Francesca Zanni. A lei, il nostro Maradona, abbiamo affidato il ruolo più importante, quello che parla per immagini. E lei ci ha costruito sopra un piccolo diamante, un videoclip che prende la musica come un pretesto per esaltare la recitazione, i gesti, le espressioni. E ha scambiato passaggi, tocchetti precisi e geniali, con Antonella Attili e Ignazio Oliva, con Arcangelo Iannace, Jacopo Olmo Antinori, e Lucia Ocone. Ognuno di loro perfetto e vincente nel ruolo assegnato.

E infine, a bordo campo, i nostri commentatori di fiducia, che ci aiutano a portare il messaggio il più lontano possibile: i ragazzi di Tic, i ragazzi de l’Altoparlante.

Insomma, abbiamo fatto veramente tutto. Ci siamo impegnati, e non abbiamo lesinato sforzi per dare a voi lo spettacolo migliore che potessimo dare.
E ora “Ordine” è pronta a farsi sentire, e il suo videoclip è pronto a farsi vedere. L’attesa è finita, domani il sipario si alza, e noi siamo curiosi di vedere che pubblico è venuto a vederci.

E io, per una volta, finalmente, ho potuto passare una vigilia rilassante. Mi sono preso i miei spazi, le mie ore. Ho scritto, ascoltato, comunicato. Ho avuto tempo, ecco.
Forse è per questo che a un certo punto, come illuminato, o meglio martellato da quella domanda di Alessandro, sono andato a documentarmi un po’ sul significato del carciofo. Ho cercato simbologie, messaggi. Ci DOVEVA essere un messaggio.

Lo so, ora vi starete chiedendo: ma possibile che di tutte le metafore che poteva trovare, ha scelto proprio quella del carciofo? Io vi potrei rispondere: questa c'avevo, che ci posso fare? E giustificarmi così.
E invece vi dico che mi sa tanto che c’è del giusto, o del gusto, in questa metafora. Perché il carciofo è simbolo di speranza, e se non lo bruciate dentro ci trovate un cuore rosa, morbido e dolce.

E perché gli arabi andalusi lo chiamavano alcachofa. Al femminile, sì. Era un simbolo galante, una vergine nascosta in un velo di spade.

Ecco, domani togliamo il velo a “Ordine”.
Sta a voi, dirci cosa ci trovate sotto.

Stay tuned!!

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